Irrompe
folate veementi
il
vento nelle giornate quaresimali
ostinatamente
rotea
in
piazze, strade, viali;
penetra
ogni varco, fessura;
senza
freno invade vani,
origina
sibili, brividi, timori,
sempre
più si spoglia del gelido inverno.
Rapido,
invadente
rumoreggia deboli silenzi;
sprezzante
vibra indocili murmure. . .
.
. . .man mano supisce la furia
e
s'allontana. Svanisce lo spavento .
Fu
pietoso l'insanguinato Infinito:
ancora lo è più dell'uomo.
Mortificato
il tremulo vento
del
venerdi santo fluente sul Calvario,
là
risucchiò
penosi momenti fanatici,
compiuti
dolori nefasti :
lancinanti
trafitture di spine;
laceranti
chiodi puntuti martellati;
atroci
punte di lance ferenti;
indissulubili
sussulti di spasmi.
Strillati
oltraggi. Urlate irrisioni.
Echeggiante
sanguinaria ferocia
decisa
da umano omicidio sacrilego.
Esplosioni; boati; schianti;
bombardamenti;
distruzioni;
rimbombi
di orrori quotidiani,
tutti
i giorni l'occhio profondo
dell'aria
tormentata
vede ogni minima cosa
e
ancora duraturi tanti dolenti fragori
li ridestata
nel
suo temibile urlìo in turbolente ventate .
floriano
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(
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